La fotografia digitale: foto in montagna

La fotografia digitale: foto in montagna

Fotografia digitale, Hobby e Passioni

La fotografia in montagna: tra inquadrature, ottiche, luci, esposizione, focali ed effetti

La più grande difficoltà di questo tipo di foto specialistica consiste nel rendere l’idea della la grandiosità delle montagne. Quante volte è capitato di restare delusi dalle proprie foto? Maestosi paesaggi che sembrano insignificanti, ardite pareti ridotte a banali ammassi di pietre, i pendii più ripidi che sembrano addirittura quasi pianeggianti! Per ovviare a questi difetti molto comuni, ci sono svariati “trucchi” e accorgimenti.

Inquadratura

Una buona inquadratura è un punto di partenza assolutamente fondamentale. Significa che bisogna imparare a guardare, e poi soprattutto a muoversi, vincere la pigrizia e spostarsi avanti e indietro, allontanandosi o avvicinandosi, abbassandosi o alzandosi, cercare insomma il punto di ripresa migliore e non accontentarsi del primo che capita a tiro. Più ci si muove e più si possono scoprire angolazioni interessanti. Lo “spianamento” involontario di pendii e pareti si evita inclinando il meno possibile l’apparecchio (fig. 1), il cui asse verticale deve rimanere perpendicolare al terreno. Per rendere bene l’idea delle pendenze sono da preferire senz’altro le riprese laterali. Particolarmente difficoltose sono le riprese in parete durante le arrampicate, dove lo spazio di manovra è inevitabilmente ridotto: inserire un elemento umano, anche come “quinta”, è sempre utile per dare il senso delle proporzioni.

Ottica o scelta della focale

Il tipo di obiettivo più indicato per i panorami è il grandangolare non troppo spinto, diciamo tra il 28 e il 35 mm. Il “segreto” per ottenere i risultati migliori con i grandangolari è quello di inserire nell’inquadratura dei piani diversi. Il grandangolo, con la sua ampia visuale, tende ad allontanare il soggetto che non dev’essere quindi troppo lontano, altrimenti corre il rischio di “perdersi” nel paesaggio. Per dare profondità alla foto si può inquadrare un albero in primo piano, una roccia, una persona eccetera. Evitate di mettere gli elementi tutti sullo sfondo, il grandangolo in questo caso appiattisce tutto e rende la foto insignificante.

Inserire l’elemento umano

Anche le montagne più spettacolari perdono di significato se nella foto non si percepisce il senso delle proporzioni. Per far questo è molto utile inserire una o più persone, possibilmente non in posa da foto ricordo ma inserite attivamente nell’ambiente, ad esempio mentre camminano o sono intente ad osservare il paesaggio. Evitare di riprendere le facce troppo da vicino altrimenti l’attenzione sarà fatalmente catturata dal viso della persona. L’elemento umano non deve essere necessariamente una persona ma anche qualcosa che si riferisca ad esso e che renda comunque l’idea delle dimensioni: una baita, un sentiero, una malga eccetera.

Effetti speciali

Il bello della fotografia digitale è che si può sperimentare con grande facilità, e soprattutto controllare subito i risultati. In fase di ripresa si può provare e riprovare uno scatto “creativo” fino a che non siamo soddisfatti del risultato. Dopo aver trasferito l’immagine sul computer possiamo rielaborare la foto e anche reinventarla da zero, grazie ad un programma di fotoritocco, con il quale possiamo tagliare e aggiustare l’inquadratura, agire sul contrasto, sulla luminosità, sulla nitidezza e sul colore.

Effetti di mosso

Gli effetti di mosso intenzionale sono spesso sorprendenti: si chiude il diaframma e si allungano i tempi ben al di sotto di 1/60 di secondo, considerata la soglia di “sicurezza” per evitare il mosso. Si impostano tempi di 1/8, 1/16, 1/4 di secondo inquadrando particolari che possono dare bei contrasti di colore e di luce, quindi si muove la macchina mentre si scatta. Si procede per tentativi, ovviamente, i risultati come si vede nelle foto qui sotto sono sempre interessanti.

Grafismi

I grafismi sono effetti grafici o geometrici ottenuti cogliendo dei particolari, o delle determinate prospettive. Possono essere ovunque e sta al nostro occhio, cioè alla capacità di osservare, saperli cogliere. Spesso si usa il teleobiettivo per selezionare un particolare o accentuare le geometrie.

Foto macro

La natura e la montagna sono una formidabile palestra di spunti per il fotografo naturalista, ma anche creativo. Le foto macro sono un altro settore molto affascinante: insetti, fiori, minerali sono un universo da scoprire. Ci si serve di lenti o di tubi di prolunga appositi, oppure di soffietti e ottiche speciali per le reflex. Le macchine digitali offrono molte facilitazioni: le ottiche zoom infatti hanno una “posizione macro” che permette di fare foto ravvicinate fino a pochi centimetri.

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